Auguri, mamma Roma!

Sono 2764, cara Roma. Farti gli auguri suona riduttivo, stona. Si rischia di cadere in un banale qualunquismo, nell’ ennesimo esercizo di bassa retorica. La verità  è che non esistono parole, aggettivi, citazioni, frasi, aforismi, poesie che possano dire cosa sei stata, sei e sarai per l’ umanità e per gli uomini, non solo romani.  Non c’è concetto che non segna il passo di fronte a te, ma tu sei magnanima. Lo sei stata con tutti, con chi ti ha offeso, profanato, saccheggiato, usato in ogni epoca, perchè ogni epoca hai saputo segnare. Lo sei ancora con chi ti maltratta, rivolgendoti atti e parole infamanti, che tradiscono un’ invidia atavica. Lo sarai anche con me, se mi permetto di dedicarti un modesto pensiero.

copyright federica colella

Il battito di Roma è inconfondibile, lo senti. Non occorre esserci nati, basta passarci per comprendere. Viaggiatori e pellegrini, italiani e stranieri, ricchi e poveracci, vecchi, bambini, studenti. Ognuno ha un motivo per fermarsi, per ridere ed arrabbiarsi. Con Roma. Di Roma. Capitale d’Italia, Città di Pietro, centro nevralgico del cristianesimo. Crocevia di infinite culture. Museo a cielo aperto.” Babilonia infernale”, urbe. Tutte definizioni che, seppur nel loro limite intrinseco, rendono l’ idea delle sfaccettature della “città eterna”. Un diamante splendente, il più luminoso. Spigoloso, di una durezza fuori dal comune, capace di farti cambiare d’umore nel giro di pochi minuti.Te ne accorgi camminando per le strade, dal centro, fino alla periferia, dove la campagna ha ceduto il passo alla modernità del cemento. Ti ipnotizza, ti inganna, a volte tradisce; ti sorprende quando, a primavera, il sole squarcia gli alberi in fiore a colle Oppio, o quando riesce a colorarti l’isola tiberina di un tramonto senza uguali. Ti frega nella quotidianità, se piove,  con il traffico, per i suoi mille difetti, che sono i vizi di chi ci vive. Già perchè non si può parlare della capitale, senza parlare dei capitolini. Non esiste città così legata a chi la abita, chi la vive. È un filo sottile, intrecciato spesso complicato ma indissolubile, senza il quale tutto sarebbe diverso. A Roma arte, paesaggio usi e costumi si incontrano, da sempre, per fare la differenza. Quella che passa tra una meravigliosa città ed un capolavoro dell’ uomo. Per esser considerato romano, non occorre mostrare l’ albero genealogico. Chi viene a Roma, ne entra subito a far parte, diventa un piccolo, imprescindibile pezzo del centro del mondo. Non lo trovi scritto da nessuna parte, è un modo di vivere, di percepire le cose, non esiste attestato, ci si sente romani. Anche se a qualcuno dispiace, Roma è mamma, accetta tutti, lo ha sempre fatto e, con spirito materno, istruisce ed indica la via a ciascuno. Auguri e, anche se è poco, grazie. Auguri anche a tutti voi, quelli che studiano, che lavorano, che si innamorano, che si distruggono, che buttano via la vita, che partono e ritornano a Roma, quelli che se la sentono un pò loro.

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