L’ esempio di Vittorio.

Potrebbe essere mio fratello Vittorio Occorsio. Potrebbe esserlo di tanti ragazzi che, ogni giorno, si affannano per affermare un’ idea diversa dell’ Italia. Non lo conosco Vittorio, ma lo ringrazio. In un paese che ha perso la voglia di indignarsi, oltrechè la coscienza storica, dove la democrazia sembra piegarsi ai colpi bassi di qualche piccolo uomo è un ventitreenne a rispondere, con vigore, con rabbia. Sono questi i sentimenti che guidano un giovane a cui è stato strappato, un affetto. Già perchè Vittorio è il nipote del giudice Occorsio, giustiziato il 10 luglio del 1976, dall’ organizzazione neofascista di Ordine Nuovo, per mano di Pierluigi Concutelli. Il caso è tornato su tutte le prime pagine, non solo per gli ultimi, deprecabili, vergognosi episodi che hanno visto protagonista Lassini ed i suoi manifesti milanesi, ma anche a causa della sospensione di pena che è stata concessa al terrorista.Un mix esplosivo che ha provocato ,da parte del giovane, una reazione tanto naturale, istintiva, quanto esagerata; arrivando ad invocare la pena di morte per il Concutelli. È proprio da questo punto in avanti che la vicenda assume toni di straordinarietà. Perchè la spirale in cui si cade in questi casi,  rischia di trascinare te e le tue emozioni, in basso. Proprio dove vuole, voleva, chi ha innescato questo perverso meccanismo d’odio. Tutto ciò è  concesso, dovuto persino, a chi ancora deve apprendere l’ arte di assorbire i colpi. È Eugenio Occorsio, giornalista padre di Vittorio, a commentare, dalle pagine di Repubblica, non solo la scarcerazione dell’ ex Ordine Nuovo, ma anche la dura reazione del giovane figlio :” Figlio mio, non dimenticare, ma abbandona odio e vendetta”. Solo la mano ferma di un padre può, con dolce autorevolezza, far capire dove e perchè si sbaglia. Solo un grande padre, ed un grande uomo, riesce a riaprire cicatrici, che sembrano solchi di aratro su di un terreno arido, della sua anima per regalare al suo stesso sangue un messaggio di civiltà. Di fiducia. Di rispetto delle istituzioni. Nonostante tutto. ” Mi ha dato una bella lezione” racconta, il giorno dopo, Vittorio dalle colonne del Fatto Quotidiano. Forse non lo sapete, ma la lezione l’avete data a noi.

© Riproduzione riservata

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