L’ umiltà dei giovani

La disoccupazione giovanile è ormai arrivata oltre il 30 per cento. In una situazione del genere, non degna di un paese civile ed avanzato, il governo sembra aver trovato la soluzione; certo la colpa è dei giovani. Si perchè non si adattano, non si “abbassano” . A dirlo, qualche giorno fa, da Washington, è un Giulio Tremonti più loquace del solito, che tiene a ricordare come gli immigrati siano meno esigenti, meno pretenziosi. A fargli eco, dalle pagine del corriere della sera, non poteva mancare il ministro Gelmini sostenendo che “il governo aiuterà le nuove generazioni a superare il pregiudizio nei confronti dell’ istruzione tecnica e professionale”. La teoria rilanciata anche dal Censis, come troppo spesso accade in questo paese, appare un atto dogmatico, non supportato dai numeri. Infatti, come ci ricorda l’ ottimo Stefano Feltri sul Fatto quotidiano, supportato anche da Michele Pasqualotto, ricercatore di Datagiovani, non esiste alcun dato ufficiale che parla di rifiuto di posti di lavoro da parte dei ragazzi. Ad esempio, non esiste nessuna domanda in questa direzione, all’ interno del questionario Istat, strumento decisivo ed imprescindibile per l’ effettuazione di ogni tipo di analisi. Ci si chiede se abbia allora un fondamento questa spasmodica riscoperta del lavoro manuale, oppure esista una volontà di piegare i dati alle proprie convinzioni. Nell’ ultimo rapporto unioncamereministero del Lavoro emerge forte la carenza di meccanici ( ne cercano 2860) e riparatori di serramenti (1350).  Questo elemento significa forse che tutti i giovani sono destinati a questa carriera? Sarebbe riduttivo rispondere semplicemente no. La motivazione ce la dà proprio unioncamere; fatta eccezione per il 2009, annus horribilis, gli inserimenti programmati da parte delle aziende di  laureati e diplomati, sono costantemente cresciuti (dall’ 8,4 % dell 2004 all’ 11,9 % del 2009), tendenza opposta per chi possiede la sola licenza media (passati dal 41% al 30,4 %).  Morale: studiare conviene, ancora. Certo non come una volta, rapporto Almalaurea alla mano (a un anno dalla laurea specialistica il tasso di disoccupazione era 16,2 % nel 2008 contro 1i 17,7 % del 2009 ) . Di conseguenza, la conclusione cui arriva il Censis, sembra poggiare su pilastri tutt’ altro che solidi; tra il 2005 ed il 2010 la presenza di lavoratori under 35 è dimnuita (dal 34,3 % al 27,6 %) in quei settori  più strettamente manuali, mentre nello stesso periodo, negli stessi settori è cresciuta la presenza di lavoratori  stranieri (dal 10 al 18,8 %). Dunque, si potrebbe concludere che gli stranieri, hanno preso il posto dei giovani lavoratori. Tuttavia non si considerano alcuni elementi: i ragazzi sono i più facili da espellere dal mercato del lavoro (36 % delle nuove leve nel 2010) anche per  la bassa (solo il 15 %)  percentuale di contratti a tempo indeterminato, oltre questo occorre ricordare che assume carattere fisiologico (immigrazione), l’ aumento di stranieri (con bassa istruzione) nel nostro mercato del lavoro. Ciò avviene in tutti gli stati Ocse, senza per questo, che venga buttata benzina sul fuoco di uno scontro sociale e generazionale, come avviene solo in Italia. Si sta parlando di una guerra tra poveri che, come unico risultato produce instabilità e false credenze,  intanto ad approfittarne è solo chi dà voce a iniziative propagandistiche, come se potessimo andare avanti in una eterna, straziante campagna elettorale.
Cari ministri, membri di commissioni e pennivendoli, non vi sembra eccessivo questo atteggiamento? Domanda retorica per chi, come voi,  si desta solo per tacciare di antidemocraticità uomini e concetti che, semplicemente, vi rimproverano, di non far nulla per le nuove generazioni, di non averlo mai fatto.  È chiedervi troppo, capisco, se vi si domanda un impegno, da rispettare. Quindi non lo faccio; ma almeno il buon gusto di non pronunciare  parole come abnegazione, fatica o, peggio ancora, umiltà.  Pensavo che si fosse toccato il limite, nel non prendere provvedimenti di nessuna natura concreta. Ma mi sbagliavo. Non vi accontentate. Mentre una generazione intera è allo sbando, senza il barlume di una prospettiva, voi accusate, ci rimproverate, decantate teoremi, scordandovi persino di cosa, e come, avete fatto per l ‘università italiana. Vergognatevi, se ne siete capaci.

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3 pensieri su “L’ umiltà dei giovani

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