Che fegato, Eric !!!

“…Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…” . Queste le meravigliose parole di Francesco De Gregori che ho deciso di prendere in prestito per iniziare a raccontare la storia di un uomo che non si è arreso. Un ragazzo che è riuscito a piegare alla sua volontà, il sogno più difficile. Vivere. Per comprendere, anche solo in parte, occorre partire dalla fine. Martedì 3 maggio, Stadio “Camp Nou” di Barcellona, minuto 90 della semifinale di ritorno di Champions League, Eric Abidal, statuario terzino, nazionale francese, entra in campo, dopo meno di 2 mesi dalla diagnosi di un tumore al fegato, sostituendo Puyol. Tutto sembra scontato, una mossa per perdere qualche istante, si pensa, anche se non è esattamente nello stile BarÇa. Infatti non lo è. Il tempo non viene perso, ma bloccato. La percezione umana confusa. Gli applausi che accolgono Eric, sono quelli con cui il tuo popolo, non solo ti attribuisce il “ben tornato”, ma ti ringrazia. Il difensore francese sembra così assorto, da non riuscire a godersi, completamente, il suo trionfo. Il viso, segnato dalla rabbia di chi ancora sta lottando, contrito in una smorfia che alterna attimi di commozione, ad altri di dolore, mitigati da una gioia inimmaginabile. Gli occhi luccicanti che, su di un corpo color ebano,  paiono fari nella notte buia. Punti di riferimento che sembrano indicare, al mondo, la via per arrivare dove si vuole. Ai sogni appunto. Sono lì a dirci che non passa poi molta differenza tra esistere e resistere, vogliono parlare di speranze, di scelte difficili, di inaspettati dolori, dell’ impagabile felicità all’ uscita del tunnel, di paure umane e reazioni da campione. Un campione in una squadra di uomini, oltrechè fuoriclasse. Te ne accorgi quando il Barcellona al completo, alla fine di una partita più partita delle altre, che va oltre lo sport divenendo “battaglia” senza tempo, si unisce compatto per andare ad afferrare Abidal e lanciarlo in alto, ed ancora di più. Da dove tutto sembra meno importante, ed ogni cosa ha il posto che merita. Così lo sport diventa metafora di vita; talento e capacità sono termini che perdono la loro forza se non abbinati a sacrificio ed abnegazione. Ed anche il controverso, spietato mondo del calcio si è dovuto inchinare a te, persona prima che personaggio. L’ applauso più fragoroso è per te Eric, che, probabilmente, non sai, quanto bene hai fatto a tutti noi.

© Riproduzione riservata

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2 pensieri su “Che fegato, Eric !!!

  1. Pingback: Che fegato, Eric !!!

  2. Francesca

    Molto emozionante.. un brivido mi ha percorso la schiena mentre lo leggevo…
    Il mio applauso ad Eric e a te che sei dall’altra parte dello schermo…

    Complimenti per il blog 😀

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