Passato, presente e futuro. Tutto in una volta.

Spesso le date fanno brutti scherzi. A volte le coincidenze appaiono inquietanti ed il destino percorre vie che non sai. Il 9 maggio del 1978, Peppino Impastato, emblema dell’ antimafia veniva fatto saltare in aria.  Nello stesso giorno dello stesso anno veniva ritrovato il cadavere di Aldo Moro. Nel bagagliaio di un’ anonima Renault 4 finiva il travaglio di uno dei più grandi statisti che il nostro paese abbia conosciuto. A via Caetani, crocevia ideale tra piazza del Gesù, dove aveva sede la DC, e via delle Botteghe Oscure, dove c’ era quella del PC, è stato amputato irreparabilmente l’ auspicio di un’ Italia migliore. Fatta di uomini migliori. Come lo era Aldo Moro. Come lo era Impastato. Quanto avremmo avuto bisogno di persone capaci ed oneste. Quanto, la nostra povera Italia, rimpiange figure per cui integrità, lealtà, senso dello Stato non sono semplici vezzi, imposti, così pare, dal popolo bacchettone.

Oggi 9 maggio, un’ altra ricorrenza, è la giornata dedicata alle vittime del terrorismo (quest’ anno è stato deciso di ricordare i giudici ), sembra cadere come una mannaia sul corso degli eventi della nostra società. Un giorno destinato al ricordo di eroi  che hanno combattuto e battuto la violenza dell’ ignoranza con la forza della legge, acquista significato ulteriore quando S.B. sale le scale del Palazzo di Giustizia di Milano, in occasione del processo Mills. Come in una specie di contrappasso dantesco, il cavaliere, è chiamato a giudizio da quei magistrati “brigatisti”, proprio il giorno in cui si commemorano alcuni uomini straordinari (appartenenti alla stessa categoria), mentre sulla facciata del tribunale campeggiano le gigantografie di 3 servitori dello stato morti, per mano terrorista, tra il ’79 e l’ ’80 ( l’ avv. Ambrosoli ed i giudici Gallo ed Alessandrini). Come vessillo dell’inattaccabilità della giustizia. A ricordargli quando gli eversivi erano quelli che ammazzavano brutalmente i rappresentanti dello stato. Perchè li temevano.

Ed ora spetta a tutti noi difendere questi preziosi principi, a tutti quelli che desiderano un luogo migliore dove lavorare, esprimersi, vivere. Quelli che credono nell’ opera delle istituzioni, così come ne rispettano l’ autorità, senza però rinunciare ad esercitare quel diritto di critica costruttiva, mancando il quale, lo stato di salute della nostra Democrazia, passerebbe da “dormiveglia- incoscienza” a “coma irreversibile”.

Occorre rilanciare l’ idea di una Rivoluzione Culturale, per svegliare dal torpore troppe menti e troppe coscienze ipnotizzate, anestetizzate da un sistema che ci “vuole” così. Perchè più controllabili, più malleabili ed accomodanti. Sempre pronti a turarci il naso, a far finta di nulla; “perchè, tanto, lo fanno tutti”. Questo è  un invito a battersi con anima, cuore e cervello contro il parassitismo, il nichilismo, il cerchiobottismo, per abbattere il muro di calunnie fatto di generalizzazioni secondo cui sono, siamo, siete tutti uguali. Non è così. Il mio è un urlo di rabbiosa speranza, per le vite immobili su loro stesse,  per chi non ce la fa ad immaginarsi domani, per chi, nonostante tutto continua, imperterrito, a crederci. Un grido sul volto di quella categoria umana, grottesco ibrido tra politico e gattopardo. Personaggi strani. Loschi individui che, mentre promuvono il cambiamento, stanno già pensando alla poltrona da occupare. È una richiesta di coesione, per andare oltre ai personalismi, per provare a regalarci un paese che meriti di esser vissuto.

È proprio per questo che pubblichiamo una delle ultime lettere, scritte da Aldo Moro nel covo di via Montalcini. Per non dimenticare. Per ribadirci che tutto è possibile. Per capire la rilevanza dell’ eredità che ci ha lasciato. Perchè sta a noi far in modo che ogni sacrificio non sia stato vano.

A Eleonora Moro

Recapitata il 5 maggio

Tutto sia calmo. Le sole reazioni polemiche contro la D.C. Luca no al funerale.

“Mia dolcissima Noretta,
dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. E’ poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca) Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.
Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.
Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo”

La lettera è priva di firma

© Riproduzione riservata

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2 pensieri su “Passato, presente e futuro. Tutto in una volta.

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