Sardinia docet!

Non è facile spiegare l’attaccamento dei sardi alla propria terra. E’ qualcosa di viscerale, profondo, che solo chi ha conosciuto qualche sardo e visitato le loro terre può intuire. Già, solo intuire. Perchè non basta una vacanza al mare per comprendere ‘la sardità‘. Bisogna spingersi oltre, fino al suo cuore. Le coste sarde sono una sorta di difesa per l’autenticità dell’Isola. Come sirene omeriche cercano di incantare per distogliere. Questa premessa appare dovuta, ogni qualvolta si parla del popolo sardo. Soprattutto per comprendere il risultato del referendum regionale sul nucleare: affluenza al 59%, ‘Sì’ al 97%. Dunque quorum ampiamente superato (33% per i referendum regionali), e nucleare bocciato. Bustianu Cumpostu, coordinatore del movimento ‘Sardigna natzione Indipendentzia’ (Sni), parla di vittoria del popolo sardo. Esprimono soddisfazione anche i movimenti ambientalisti e le forze politiche dell’Isola, tutte schierate contro l’atomo. Molti sottolineano l’effetto traino delle elezioni amministrative. Tuttavia, considerando in alcuni casi la maggiore affluenza referendaria rispetto a quella delle elezioni comunali, si potrebbe anche pensare il contrario. Ovvero che proprio il quesito sul nucleare abbia giovato alle amministrative. E allora a Cesare quel che è di Cesare, e ai Sardi quel che è dei Sardi. Il popolo sardo ha rivendicato allo stesso tempo la propria sovranità di scelta, e ribadito la volontà di preservare il proprio territorio dal delirio del nucleare. Dimostrando senso di responsabilità e maturità, con un mese di anticipo su quello che sarà il test nazionale sul nucleare il 12-13 giugno prossimi. Sempre che la Cassazione ritenga necessaria la consultazione, qualora ravvisi che il sopravvenuto decreto del Consiglio dei Ministri non modifichi lo spirito iniziale della legge. Un decreto-vigliacco, per il tentativo semi-dichiarato di voler affossare i quesiti referendari. La speranza è che il resto degli italiani sappia cogliere il prezioso insegnamento del popolo sardo.

Quando vedi i pastori sardi auto-organizzare la propria protesta in modo solidale, quando vedi i sardi partecipare in massa e compatti al referendum sul nucleare, stai osservando una lezione di dignità. E riesci persino a intravedere ‘la sardità’ e l’orgoglio sardo. Un orgoglio radicato e rivendicato nei secoli. E finalmente, è la Sardegna a mostrarti il suo cuore.

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2 pensieri su “Sardinia docet!

  1. Stefano Tononi

    non mi lascerei illudere dal buon risultato del referendum in sardegna. gli italiani, si sa, sono un popolo di egoisti campanilisti. i sardi hanno votato no al nucleare in sardegna. temo che a giugno in tanti andranno al mare e il referendum non raggiungerà il quorum poichè una buona parte della popolazione ha avuto rassicurazioni sul fatto che centrali nucleari non saranno impiantate sul loro territorio. sicuramente la macchina del fango e della disinformatja fornirà i dati sui possibili siti nucleari poco prima della votazione escludendo i territori dove sono più folte ed organizzate le sacche dissenzienti(penso torino provincia e piemonte), optando per aree la cui la coscienza civica è in disarmo (leggasi brescia-bergamo, già discariche abusive della lombardia)

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    1. Roberto Spano

      Non lasciarsi illudere è legittimo, però ti vorrei rassicurare sul fatto che qua in Sardegna andremo a votare in forze anche per i referendum nazionali… sono mesi ne parliamo tra amici, in famiglia, mesi che spediamo mail ai nostri contatti, che postiamo link e immagini di sensibilizzazione sui vari social-networks, insomma abbiamo passato mesi interi a fare informazione dal basso per comunicare democraticamente il nostro dissenso e per affermare che non siamo più disposti ad accogliere senza batter ciglio le decisioni che vengono catapultate dall’alto su un territorio di cui ci si ricorda sovente solo per le brevi vacanze estive. Noi qua in Sardegna ci vogliamo vivere e vogliamo viverci a lungo e sani e vogliamo che ci vivano i nostri figli e che loro ricevano da noi il nostro paesaggio intatto e possibilmente più pulito e sano di quello che oggi ci troviamo davanti agli occhi, già dobbiamo fare i conti con un territorio militarizzato (abbiamo il 40% delle servitù militari nazionali, con tutto ciò che comporta vedi casi di leucemia a Quirra)! Il 15 maggio abbiamo votato per NOI SARDI, come dire di no, ma abbiamo votato anche per NOI ITALIANI dando un segnale a tutto il paese! Penso che molti di noi Sardi non nascondono e si vantano di questa nostra doppia identità, la maggior parte di noi è bilingue dalla nascita con tutto ciò che questo può comportare, siamo diversi è vero ma siamo ITALIANI. La migliore Italia è fatta di diversità che si incontrano, comunicano e scambiano, non di tribù di trogloditi che si scontrano per difendere il proprio giardinetto e i privilegi storici a scapito di chi è stato storicamente svantaggiato. Non confondiamo l’identità e l’autodeterminazione di un popolo con il gretto campanilismo che è una prerogativa della peggiore Italia di oggi! Un’Italia divisa in tanti staterelli incapaci di vedere il vicino, le sue esigenze, i suoi problemi! Viviamo tempi di un egoismo assoluto, tutti pronti a difendere e rivendicare i propri diritti e chi se ne frega dei problemi altrui… sono indignato e penso di non essere il solo e vorrei che i giovani miei coetanei ITALIANI come me, che sono anche SARDO, si svegliassero e dessero una dimostrazione di democrazia dal basso come stanno facendo ora nelle piazze di tutta la SPAGNA… incominciamo per lo meno col votare SI ai quattro quesiti referendari sempre che non venga boicattato anche questo nostro strumento democratico… salludi e trigu e forza paris!

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